05/02/10

primo concorso

dato che io sono molto attaccata alla mia bella città, ho deciso di cominciare da un caso interno: il concorso letterario "Primavera del libro" è organizzato dal comune di San Vito dei Normanni. è un concorso per principianti, cioè praticamente si scrivono storie per bambini dai 4 ai 7 anni. più facili di questo non ce ne sono, eppure io non ho mai vinto. se volete cimentarvi nell'impresa, qui troverete altre informazioni: http://www.primaveradellibro.it/evento.html. pultroppo possono partecipare solo quelli residenti in Puglia. per gli altri ne trovero un altro, ma... non oggi. alla prossima!

finalmente si inizia


bene, abbiamo deciso: dobbiamo scrivere un racconto. sì, ma che tipo di racconto? ne esisteranno milioni, anzi miliardi, di tipi di racconti, e noi ne dobbiamo scegliere uno. i principali (credo) sono:

1. fantasy.
il mio preferito: parla di folletti, draghi, principesse, elfi e solitamente il protagonista combatte contro L'Impero (il male). Un esempio? Eragon di Christopher Paolini.

2. fantascienza.
è simile al fantasy, ma parla del futuro, con macchine volanti, alieni ecc...

3. giallo.
di solito c'è un delitto, una vittima e un assassino, e i protagonisti sono quasi sempre detective. Agatha Cristhie (si scrive così?) era un genio in questo campo.

4. horror.
sono presenti sempre morti viventi, fantasmi, vampiri o lupi mannari.

5. romantico.
Le solite, noiosissime, odiate, detestate, sdolcinate storie d'amore. fanno schifo per me, ma a qualcuno di voi potrebbe piacere. vi avverto però: potreste prendere una carie, se non il diabete, di fronte a tanta zuccherosa sdolcinatezza.


siete liberi di scegliere il vostro preferito, però dev'essere qualcosa di spontaneo, che viene dal cuore. non fate pimpimpella ! e se ho scordato qualcosa (cosa moooooolto probabile) avvertitemi.

03/02/10


Bene, iniziamo. Cos'è una storia? una narrazione di eventi, certo. ma che tipo di eventi? possono essere eventi tristi o comici, reali o inventati; l'importante è che parlino di qualcosa. dire alla mamma: "ieri ho preso una nota" è una narrazione di eventi! adesso basta allargarlo. "ieri ho preso una lunga nota sul diario dal prof. di scienze perchè ho fatto cadere le provette con il sangue di rana e ho dovuto pulire a terra" è sempre la frase di prima, ma arricchita con conseguenze e chiarimenti. risulta più chiaro quello che è successo, o no? bene, ora vogliamo sapere perchè e come hai fatto cadere le provette. ne esce fuori una storia intrigata, ricca di dialoghi e descrizioni. questa sì che è una storia! sembra difficile, vero? Pensiamo a una barzelletta: Tizio fa una cosa, Caio risponde e Sempronio ribatte. aggiungi pochi colpi di scena e la storia diventerà più lunga. O anche una canzone: sapete la guerra di Piero di Fabrizio de Andrè? anche quella è una storia! Però ora non fraintendetemi: fare una storia non significa solo allungare una frase. ci vuole stile! se siete accaniti lettori saprete che gli scrittori hanno stili molto diversi. loro non si limitano ad allungare la frase, anzi; a volte sono i libri con frasi molto semplici che colpiscono. non scrivete "nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai e bla bla bla..." ma usate un linguaggio semplice e conciso. e non scopiazzate dai libri famosi, o non riuscirete mai a diventare famosi a vostra volta! e anche se avete 7 anni, non lasciate perdere e scrivete: esiste una vera moda del baby-scrittore. lo svizzero Alec Grevel scrisse a nove anni il suo primo libro, quindi non disperate ma... attendete una nuova puntata!